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Hai cicli irregolari, acne che non va via nonostante tutte le creme, o peluria in posti che non ti aspettavi? Se sei qui, probabilmente hai già sentito parlare di PCOS — e stai cercando di capire come si fa davvero una diagnosi. Buone notizie: una diagnosi chiara e completa è possibile, e questa guida è qui per accompagnarti passo dopo passo.
La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS, dall'inglese Polycystic Ovary Syndrome) è il disturbo endocrino più comune nelle donne in età fertile: colpisce tra il 5 e il 15% delle donne, a seconda dei criteri diagnostici utilizzati. (1) Eppure si stima che fino al 70% dei casi rimanga non diagnosticato o venga diagnosticato in ritardo. (2) È un numero enorme — il che significa che moltissime donne stanno vivendo con sintomi senza ancora avere un nome su ciò che provano.
Se vuoi prima farti un'idea più completa di cos'è la PCOS, dei suoi sintomi e di come si manifesta, puoi leggere la nostra guida completa alla PCOS e la nostra guida su come capire se soffri di ovaio policistico dai sintomi. Se invece sei già pronta a capire come funziona il percorso diagnostico, sei nel posto giusto.
Mettere quel nome è il primo passo. Ed è un passo che vale la pena fare bene.
Come viene posta la diagnosi di PCOS? I Criteri di Rotterdam
Partiamo dalla cosa fondamentale: la diagnosi di PCOS non si fa con un solo esame. Non basta un'ecografia. Non basta un prelievo del sangue. È una diagnosi clinica, il che significa che il tuo medico deve raccogliere più informazioni e valutarle nel loro insieme.
Lo standard internazionale più usato oggi sono i Criteri di Rotterdam, aggiornati dalla Rete Internazionale sulla PCOS nel 2023 (2023 International Evidence-based Guideline). Secondo queste linee guida, la diagnosi di PCOS richiede la presenza di almeno 2 dei seguenti 3 criteri, una volta escluse altre patologie che possono dare sintomi simili: (3)
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Disfunzione ovulatoria — ciclo irregolare o assenza di ovulazione
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Iperandrogenismo — segni clinici o biochimici di eccesso di ormoni maschili
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Morfologia ovarica policistica — all'ecografia o tramite dosaggio dell'ormone AMH nel sangue
Vediamo ciascuno nel dettaglio.
1. Disfunzione Ovulatoria: quando il ciclo non funziona come dovrebbe
Il ciclo mestruale "regolare" si aggira tra i 21 e i 35 giorni. Se il tuo ciclo è costantemente più lungo, se arriva quando gli pare (ogni 50, 60, 90 giorni o anche meno di 8 volte all'anno), oppure se non arriva affatto per periodi prolungati, potrebbe esserci una disfunzione dell'ovulazione. (3)
Cosa significa nella pratica? Che le ovaie non rilasciano un ovulo in modo regolare — o non lo rilasciano affatto. Questo non è solo una questione di fertilità: l'assenza di ovulazione ha conseguenze sull'equilibrio ormonale complessivo, sul metabolismo e sul benessere generale.
Importante: puoi avere cicli apparentemente regolari e non ovulare lo stesso. In caso di dubbio, il medico può prescrivere un dosaggio del progesterone nella seconda fase del ciclo per verificare se l'ovulazione c'è stata davvero. (3)
2. Iperandrogenismo: quando gli ormoni "maschili" sono troppi
Gli androgeni (come il testosterone) sono ormoni presenti sia negli uomini che nelle donne, ma in quantità diverse. Nella PCOS, le ovaie ne producono troppi — e questo si traduce in sintomi visibili. Per capire meglio come funzionano gli ormoni nella PCOS e perché si squilibrano, puoi leggere il nostro articolo su gli ormoni e il loro ruolo nella PCOS.
L'iperandrogenismo può essere:
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Clinico (visibile a occhio nudo): irsutismo (peluria in zone come labbro superiore, mento, seno, addome), acne, alopecia androgenetica (diradamento dei capelli sul cuoio capelluto)
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Biochimico (rilevabile solo con le analisi del sangue): testosterone elevato, DHEA-S alta, androstenedione elevato
Non devi necessariamente avere tutti questi segni. Anche uno solo, se chiaramente presente, conta come criterio. (3)
3. Morfologia Ovarica Policistica: l'ecografia e l'AMH
Questo è forse il criterio più conosciuto, spesso però anche il più frainteso.
Le linee guida 2023 hanno aggiornato la definizione di "ovaio policistico" secondo due opzioni: (3)
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All'ecografia transvaginale: la presenza di almeno 20 follicoli (di diametro 2-9 mm) in almeno uno dei due ovaie, oppure un volume ovarico di almeno 10 mL. (Le sonde ad alta risoluzione — ≥8 MHz — permettono di fare questo conteggio con maggiore precisione.)
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Con il dosaggio dell'AMH nel sangue (come alternativa all'ecografia negli adulte): un valore di AMH elevato può sostituire l'ecografia per questo criterio. È un'opzione meno invasiva e più pratica, anche se le soglie di riferimento non sono ancora completamente standardizzate.
⚠️ Attenzione a questo errore comune: trovare ovaie con aspetto policistico all'ecografia non significa automaticamente avere la PCOS. Questa morfologia si osserva anche in donne perfettamente sane, soprattutto nelle adolescenti. L'ecografia da sola, senza la presenza di almeno un altro criterio, non è sufficiente per la diagnosi. (3)
La PCOS non è uguale per tutte: i 4 Fenotipi
Ecco qualcosa che molte donne non sanno, e che può spiegare perché la loro esperienza di PCOS sembra così diversa da quella di un'amica che ha la stessa diagnosi: esistono 4 tipi di PCOS, chiamati fenotipi, definiti dalla combinazione dei criteri di Rotterdam presenti. (4)
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Fenotipo |
Iperandrogenismo |
Disfunzione ovulatoria |
Ovaio policistico |
|---|---|---|---|
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A — PCOS classica |
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B — PCOS classica senza cisti |
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C — PCOS ovulatoria |
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D — PCOS non iperandrogenica |
❌ |
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Fenotipo A è il più comune e quello associato al maggior rischio metabolico: le donne in questo gruppo hanno spesso anche insulino-resistenza e un profilo lipidico alterato. (4)
Fenotipo B mostra iperandrogenismo e cicli irregolari, ma le ovaie non hanno l'aspetto tipico all'ecografia — e questo non la rende "meno PCOS".
Fenotipo C — anche chiamato "PCOS ovulatoria" — è quello che più sorprende: il ciclo è regolare, ma ci sono segni di iperandrogenismo e ovaie con morfologia policistica. Dimostra che la PCOS non riguarda solo le mestruazioni irregolari.
Fenotipo D è l'unico privo di iperandrogenismo. I sintomi possono essere meno visibili, il che porta spesso a una sottodiagnosi. In Italia si stima che il fenotipo D rappresenti tra il 15% e il 24% dei casi di PCOS. (5)
Conoscere il proprio fenotipo è importante perché può orientare le scelte di trattamento e il monitoraggio nel tempo.
Il Percorso in Italia: Quali Esami Richiedere?
Ora veniamo alla parte pratica. In Italia, il percorso diagnostico per la PCOS passa principalmente dal medico di base (che può fare la prima valutazione e prescrivere gli esami iniziali) e poi dal ginecologo o dall'endocrinologo per un approfondimento.
Esami del Sangue: il Timing tra il 2° e il 5° giorno del ciclo
Il momento del prelievo è cruciale. La maggior parte degli ormoni riproduttivi va dosata nella fase follicolare precoce, cioè tra il 2° e il 5° giorno del ciclo (dove il giorno 1 è il primo giorno delle mestruazioni). In questo momento i livelli ormonali sono più stabili e rappresentativi della tua situazione di base. (6)
Se il tuo ciclo è molto irregolare o assente, il medico ti indicherà il momento più opportuno per fare il prelievo.
Ecco i principali esami che il tuo specialista potrebbe prescrivere:
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Esame |
Perché si fa |
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Testosterone totale e libero |
Verifica l'iperandrogenismo biochimico, principale causa di acne, irsutismo, alopecia |
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DHEA-S e Androstenedione |
Altri marcatori androgenici; un valore molto alto può suggerire un'origine surrenalica |
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LH e FSH |
Valuta la comunicazione cervello-ovaie; nella PCOS spesso LH è elevato rispetto a FSH |
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Estradiolo |
Valutato nella fase follicolare, insieme a LH e FSH |
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AMH (ormone anti-mülleriano) |
Spesso elevato nella PCOS; può sostituire l'ecografia come 3° criterio diagnostico |
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Prolattina |
Diagnosi differenziale: un valore alto può spiegare da solo l'assenza di ovulazione |
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TSH (ormone tiroideo) |
Esclude l'ipotiroidismo, che può mimare i sintomi della PCOS |
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17-idrossiprogesterone |
Esclude l'iperplasia surrenalica congenita |
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Glicemia e insulina a digiuno |
Valuta la resistenza all'insulina, frequente nella PCOS |
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Vitamina D (25-OH vitamina D) |
Spesso carente nelle donne con PCOS; la carenza è associata a maggiore insulino-resistenza |
💡 Gli esami per glicemia e insulina richiedono il digiuno (almeno 8-12 ore). Gli esami ormonali come LH, FSH e testosterone non richiedono necessariamente il digiuno, ma è sempre meglio chiedere al laboratorio o al medico.
Un esame spesso trascurato: la Vitamina D
Molte donne con PCOS hanno livelli di vitamina D più bassi della norma — e questo non è un dettaglio trascurabile. La vitamina D agisce attraverso recettori specifici (i recettori VDR) presenti sulle cellule beta del pancreas, quelle che producono insulina. Quando la vitamina D è carente, questi recettori funzionano meno bene, e la capacità dell'organismo di regolare l'insulina può peggiorare. (8)
In termini pratici: una carenza di vitamina D può amplificare l'insulino-resistenza già presente nella PCOS, rendendo più difficile il controllo della glicemia e del peso. Chiedere il dosaggio della vitamina D insieme agli altri esami è quindi un passo semplice ma utile per avere un quadro metabolico più completo.
Se ti stai chiedendo quali integratori possono supportare l'equilibrio ormonale nella PCOS, leggi anche il nostro articolo su inositolo e PCOS.
Ecografia Pelvica o Transvaginale: Cosa Osservare?
L'ecografia è solitamente eseguita per via transvaginale, perché permette immagini più precise delle ovaie. Se questo non è possibile (ad esempio per alcune adolescenti), si può eseguire per via addominale, con risultati meno dettagliati.
Il medico o l'ecografista cercherà due cose: il numero di follicoli (≥20 per ovaio secondo le linee guida 2023) e il volume ovarico (≥10 mL in almeno un ovaio). (3)
L'ecografia non è necessaria nei casi in cui siano già presenti cicli irregolari e iperandrogenismo: la diagnosi può essere posta anche senza di essa. (3)
L'ecografia non è raccomandata nelle adolescenti prima degli 8 anni dalla prima mestruazione, perché le ovaie con molti follicoli sono comuni durante la pubertà e potrebbero portare a false diagnosi. (3)
Il Ruolo del Medico di Base e dello Specialista
Il medico di base è spesso il primo punto di contatto. Può fare una prima valutazione clinica, prescrivere gli esami del sangue di base e indirizzarti allo specialista più adatto.
Il ginecologo è lo specialista di riferimento principale: gestisce i criteri riproduttivi, prescrive l'ecografia e può porre la diagnosi.
L'endocrinologo — specialista degli ormoni — è particolarmente prezioso se c'è un quadro metabolico complesso (insulino-resistenza, diabete, alterazioni tiroidee) o se i risultati degli esami non sono chiari.
In molti casi, un approccio multidisciplinare (ginecologo + endocrinologo, eventualmente con il supporto di una nutrizionista e di una psicologa) è quello che permette la gestione più completa della PCOS. (3)
Diagnosi Differenziale: Escludere Altre Patologie
Prima di confermare la PCOS, il medico deve essere sicuro che i sintomi non siano causati da un'altra condizione. Questo si chiama diagnosi differenziale, ed è un passaggio fondamentale che non va saltato. (1)
Le patologie che bisogna escludere includono:
Ipotiroidismo: la tiroide è la "direttrice d'orchestra" del sistema ormonale. Quando funziona male, può causare cicli irregolari, affaticamento, aumento di peso — tutti sintomi che si sovrappongono alla PCOS. Il dosaggio del TSH è indispensabile.
Iperprolattinemia: un eccesso di prolattina (l'ormone della lattazione) può causare irregolarità mestruali e assenza di ovulazione. Si diagnostica con un semplice dosaggio della prolattina nel sangue. Attenzione: se la prolattina è cronicamente elevata senza causa apparente, il medico potrebbe prescrivere una risonanza magnetica ipofisaria per escludere un adenoma ipofisario.
Iperplasia surrenalica congenita: questa condizione genetica provoca spesso irsutismo e irregolarità mestruali, e può essere confusa con la PCOS. Si esclude con il dosaggio della 17-idrossiprogesterone.
Sindrome di Cushing: rara ma importante da escludere. Causa iperandrogenismo importante e disturbi del ciclo. Si valuta con il dosaggio del cortisolo libero urinario o con test specifici.
Amenorrea ipotalamica: l'ipotalamo smette di inviare i segnali giusti alle ovaie — spesso a causa di stress, restrizione calorica o esercizio fisico eccessivo. I livelli di LH e FSH sono bassi, il che la distingue dalla PCOS.
Endometriosi: anche l'endometriosi può causare irregolarità mestruali e difficoltà di concepimento, e le due condizioni possono coesistere. Se hai dolori pelvici intensi — soprattutto durante il ciclo o i rapporti — è importante segnalarlo al tuo specialista, che potrà valutare se sia necessario escludere anche questa patologia. La sua diagnosi richiede un percorso separato (spesso un'ecografia specifica o, nei casi più complessi, una laparoscopia).
Saltare questi passaggi significa rischiare una diagnosi sbagliata — e di conseguenza un trattamento sbagliato.
Errori Comuni e "Falsi Positivi" nella Diagnosi
⚠️ Non fare la diagnosi sotto pillola anticoncezionale
Questo è forse l'errore più diffuso. La pillola contraccettiva sopprime l'attività ovarica e altera i livelli di molti ormoni: abbassa il testosterone, modifica LH e FSH, può ridurre l'AMH. (7) Se stai assumendo la pillola quando fai gli esami, i risultati non riflettono il tuo equilibrio ormonale naturale — e la diagnosi potrebbe essere falsata in entrambe le direzioni (falso negativo o falso positivo).
Le linee guida internazionali raccomandano di eseguire gli esami dopo aver sospeso la contraccezione ormonale, in accordo con il proprio medico. I tempi di "washout" (eliminazione) variano da persona a persona, ma in genere si consiglia di aspettare almeno 3 mesi dopo la sospensione. (3)
Se la sospensione della pillola non è possibile (per esempio per sintomi molto invalidanti), esistono strategie alternative che il tuo specialista può valutare con te.
⚠️ Diagnosi nelle adolescenti: bisogna andare cauti
Nelle ragazze adolescenti, molti dei criteri diagnostici della PCOS sono normali varianti fisiologiche della pubertà: cicli irregolari nei primi anni dopo il menarca, acne, ovaie con molti follicoli. Per questo, le linee guida internazionali raccomandano di non fare diagnosi di PCOS prima dei 2 anni dal menarca (la prima mestruazione), e di non usare l'ecografia né il dosaggio dell'AMH a scopo diagnostico in adolescenza. (3)
Una ragazza con sintomi tipici ma che non soddisfa ancora i criteri può essere considerata "a rischio" di sviluppare una PCOS, e tenuta in osservazione.
Il tuo Piano d'Azione
Se sospetti di avere la PCOS, o se stai aspettando di capire meglio il tuo percorso diagnostico, ecco da dove iniziare:
Step 1 — Vai dal medico di base. Parla dei tuoi sintomi, porta un diario del ciclo se l'hai, e chiedi una prima valutazione. Può prescrivere già alcuni esami del sangue di base.
Step 2 — Tieni un diario del ciclo. Prima di ogni visita, annota la durata dei tuoi cicli, i sintomi associati (acne, peli, stanchezza, voglie di zucchero), e qualsiasi altra cosa che noti nel tuo corpo. È un'informazione preziosa per il medico.
Step 3 — Prenota una visita ginecologica o endocrinologica. Chiedi uno specialista che conosca bene la PCOS — puoi fare qualche ricerca preventiva o chiedere un riferimento al medico di base.
Step 4 — Fai gli esami al momento giusto. Ricorda: tra il 2° e il 5° giorno del ciclo per gli ormoni riproduttivi, e non mentre sei sotto pillola anticoncezionale (a meno che il medico non ti indichi altrimenti).
Arrivare a una diagnosi può sembrare un percorso lungo. Ma ogni passo che fai è un passo verso una maggiore consapevolezza del tuo corpo e verso strumenti concreti per stare meglio. Non sei sola in questo. 💜
- PCOS (Sindrome dell'Ovaio Policistico) : disturbo ormonale cronico che colpisce le ovaie e il metabolismo, caratterizzato da un eccesso di ormoni maschili, cicli irregolari e/o ovaie con molti follicoli.
- Criteri di Rotterdam : i 3 criteri internazionali usati per diagnosticare la PCOS. Ne bastano 2 su 3 per fare diagnosi.
- Iperandrogenismo : presenza di ormoni maschili (androgeni) in eccesso. Può manifestarsi con acne, peluria, diradamento dei capelli.
- Androgeni : famiglia di ormoni "maschili" (come il testosterone) presenti anche nelle donne, ma in quantità inferiore. Nella PCOS sono prodotti in eccesso dalle ovaie.
- Disfunzione ovulatoria : alterazione del processo di ovulazione — l'ovulo non viene rilasciato regolarmente o non viene rilasciato affatto.
- Morfologia ovarica policistica (PCOM) : aspetto caratteristico delle ovaie all'ecografia, con molti piccoli follicoli visibili. Da sola non basta per diagnosticare la PCOS.
- AMH (Ormone Anti-Mülleriano) : ormone prodotto dai follicoli ovarici. Spesso elevato nella PCOS, può essere usato come alternativa all'ecografia nella diagnosi.
- Fenotipo : variante clinica della PCOS. Ne esistono 4 (A, B, C, D), definiti dalla combinazione di criteri presenti. Ogni fenotipo ha caratteristiche e rischi metabolici diversi.
- LH (Ormone Luteinizzante) : ormone prodotto dall'ipofisi che scatena l'ovulazione. Spesso elevato nelle donne con PCOS.
- FSH (Ormone Follicolo-Stimolante) : ormone prodotto dall'ipofisi che stimola la crescita dei follicoli ovarici. Nella PCOS, il rapporto LH/FSH è spesso squilibrato.
- TSH (Ormone Tireotropo) : ormone che regola l'attività della tiroide. Si dosa per escludere l'ipotiroidismo, che può mimare i sintomi della PCOS.
- 17-idrossiprogesterone : ormone dosato nel sangue per escludere l'iperplasia surrenalica congenita, una patologia che può essere confusa con la PCOS.
- Amenorrea ipotalamica : assenza di mestruazioni causata da un blocco dell'ipotalamo, spesso legato a stress, dieta restrittiva o eccessiva attività fisica. Può essere confusa con la PCOS.
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