SOPK, SII e disturbi digestivi: come ridurli?

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Riassunto

Se hai la PCOS e soffri anche di gonfiore, diarrea, stitichezza o pancia tesa, sappi che non è raro. In questo articolo scoprirai perché intestino, ormoni, infiammazione, microbiota e stress possono influenzarsi a vicenda, e quali strategie concrete possono aiutarti a ridurre i disturbi digestivi nella vita di tutti i giorni.

Indice

  1. 01. PCOS e disturbi digestivi: perché possono comparire insieme?
  2. 02. Che cos’è la sindrome dell’intestino irritabile?
  3. 03. C’è davvero un legame tra PCOS e SII?
  4. 04. Cosa fare per ridurre i disturbi digestivi quando si ha la PCOS
  5. 05. In sintesi

Se soffri di sindrome dell’ovaio policistico, potresti notare anche sintomi digestivi come gonfiore, pancia tesa, gas, stitichezza, diarrea o un’alternanza tra le due. Se ti succede, sappi che non è raro. Molte donne con PCOS riferiscono un intestino più sensibile, soprattutto nei periodi di stress o quando la glicemia è meno stabile.

In questo articolo vedremo perché PCOS e disturbi digestivi possono comparire insieme, qual è il legame con il microbiota, con l’infiammazione e con la sindrome dell’intestino irritabile, e soprattutto quali strategie concrete possono aiutarti a stare meglio ogni giorno.

PCOS e disturbi digestivi: perché possono comparire insieme?

La PCOS è una sindrome endocrina e metabolica complessa. Oltre ai sintomi più noti, come ciclo irregolare, acne, irsutismo o difficoltà nel controllo del peso, può associarsi anche a un terreno infiammatorio e metabolico che influenza il benessere digestivo.

Infiammazione di basso grado

Nella PCOS si osserva spesso una condizione di infiammazione cronica di basso grado. Non sempre è evidente, ma può contribuire a peggiorare alcuni sintomi e rendere l’organismo più sensibile, anche a livello intestinale.

Questo non significa che ogni disturbo digestivo sia causato direttamente dalla PCOS. Significa però che, quando l’organismo si trova in un contesto di infiammazione, stress metabolico e squilibrio ormonale, l’intestino può diventare più reattivo.

Microbiota intestinale e PCOS

Negli ultimi anni, diverse ricerche hanno mostrato che nelle donne con PCOS il microbiota intestinale può essere meno diversificato rispetto a quello osservato in donne senza PCOS. Questo non vuol dire che il microbiota sia l’unica causa dei sintomi, ma suggerisce che esista un dialogo continuo tra intestino, metabolismo, infiammazione e ormoni.

Che cos’è il microbiota intestinale?

Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino. Ha un ruolo importante nella digestione, nella regolazione immunitaria, nella produzione di alcuni metaboliti e nella protezione della barriera intestinale.

Perché è importante quando si ha la PCOS?

Quando il microbiota perde equilibrio, alcune persone possono avvertire più facilmente gonfiore, digestione difficile, alvo irregolare e maggiore sensibilità addominale. Nella PCOS questo aspetto può diventare ancora più rilevante perché si intreccia con resistenza all’insulina, infiammazione e stress.

Se vuoi approfondire questo terreno, puoi leggere anche il nostro articolo su resistenza all’insulina e PCOS.

Resistenza all’insulina e intestino più sensibile

La resistenza all’insulina è molto frequente nella PCOS. Quando il corpo risponde meno bene all’insulina, la glicemia tende a essere meno stabile e il pancreas deve produrne di più. Questo può favorire una maggiore produzione di androgeni e contribuire al terreno infiammatorio.

In pratica, oscillazioni glicemiche importanti, fame improvvisa, pasti molto ricchi di zuccheri semplici o una gestione metabolica difficile possono accompagnarsi a una digestione più pesante, a maggiore gonfiore e a un peggioramento del benessere intestinale.

Che cos’è la sindrome dell’intestino irritabile?

La sindrome dell’intestino irritabile, o SII, è un disturbo dell’interazione intestino cervello. Si manifesta con dolore o fastidio addominale ricorrente associato a un cambiamento dell’alvo, per esempio stitichezza, diarrea o alternanza tra le due.

I sintomi più frequenti

  • gonfiore addominale
  • dolore o crampi
  • stitichezza
  • diarrea
  • alternanza tra stitichezza e diarrea
  • senso di evacuazione incompleta

Come si fa la diagnosi

La diagnosi di SII deve essere fatta da un medico. In genere si basa sui criteri di Roma IV, che considerano la presenza di dolore addominale ricorrente, in media almeno un giorno a settimana negli ultimi tre mesi, con esordio dei sintomi da almeno sei mesi, associato ad almeno due di questi elementi:

  • relazione con la defecazione
  • modifica della frequenza delle feci
  • modifica della forma o consistenza delle feci

Quando è importante farsi valutare

Se i sintomi digestivi sono frequenti, intensi o recenti, è importante parlarne con il medico. Lo è ancora di più se compaiono segnali come sangue nelle feci, perdita di peso involontaria, anemia, febbre, sintomi notturni o una forte stanchezza non spiegata.

C’è davvero un legame tra PCOS e SII?

La risposta più onesta è questa: il legame è probabile, ma non ancora del tutto chiarito. Alcuni studi e revisioni suggeriscono che le donne con PCOS possano presentare più spesso sintomi digestivi e una maggiore probabilità di soddisfare i criteri per la SII. Tuttavia, i meccanismi esatti non sono ancora completamente definiti.

Il ruolo degli ormoni

Gli ormoni sessuali influenzano anche il tratto digestivo. È per questo che molte donne notano un intestino più sensibile in alcune fasi del ciclo. Nella PCOS, dove l’equilibrio ormonale è già alterato, questo effetto può diventare più evidente.

Il ruolo dell’infiammazione

Un terreno infiammatorio può aumentare la sensibilità intestinale e contribuire a rendere l’intestino più reattivo. Non è l’unico fattore coinvolto, ma è uno dei tasselli che possono spiegare perché alcune donne con PCOS soffrono anche di fastidi digestivi persistenti.

Il ruolo dello stress

Lo stress è una leva centrale. Può influenzare il cortisolo, la motilità intestinale, la percezione del dolore addominale e perfino il microbiota. Ecco perché non è raro vedere peggiorare il gonfiore, la diarrea o la stitichezza nei periodi più intensi dal punto di vista emotivo.

Su questo tema puoi approfondire anche il nostro articolo Gestire lo stress legato alla PCOS: guida completa con approcci naturali.

Cosa fare per ridurre i disturbi digestivi quando si ha la PCOS

Partire da un’alimentazione più stabile

Il primo obiettivo non è togliere tutto, ma rendere i pasti più regolari, completi e tollerabili. In genere aiuta costruire pasti con:

  • una fonte di proteine
  • una fonte di carboidrati ben tollerata
  • verdure nelle quantità che senti sostenibili per il tuo intestino
  • grassi di buona qualità

Se vuoi lavorare meglio sulla base alimentare della PCOS, puoi leggere Alimentazione e PCOS: le 8 regole d’oro per una dieta quando si ha la PCOS.

Osservare le tolleranze individuali

Quando l’intestino è molto sensibile, alcuni alimenti possono essere più difficili da gestire, ma non sono uguali per tutte. Per esempio, alcune persone tollerano male legumi, cipolla, aglio, alcune verdure crude, grandi quantità di fibre o pasti molto abbondanti.

Il punto importante è questo: non serve eliminare in modo casuale molti cibi. Conviene osservare, testare con metodo e personalizzare.

Valutare il protocollo low FODMAP se indicato

Se i sintomi ricordano una SII, il protocollo low FODMAP può essere utile, ma non andrebbe improvvisato da sole. È un percorso in tre fasi che serve a identificare con precisione quali categorie di carboidrati fermentabili ti danno davvero fastidio e in quale quantità.

Quando può avere senso

Può essere preso in considerazione soprattutto se hai gonfiore importante, dolore addominale, alvo irregolare e sospetto di intestino irritabile. È preferibile seguirlo con un professionista formato, per evitare restrizioni inutili o troppo lunghe.

Prendersi cura del microbiota senza estremismi

Per sostenere il microbiota, in genere è utile puntare su varietà, regolarità e gradualità. Possono essere interessanti:

  • verdure e frutta ben tollerate
  • legumi in quantità adattate
  • semi e frutta secca
  • alimenti fermentati, se ben tollerati

I probiotici possono aiutare in alcune situazioni, ma non esiste un prodotto universale adatto a tutte. Anche qui, la personalizzazione fa la differenza.

Ridurre il carico infiammatorio quotidiano

Spesso aiuta limitare gli eccessi di prodotti ultra processati, pasti molto ricchi di zuccheri semplici, alcol e combinazioni che peggiorano chiaramente i sintomi. Allo stesso tempo, può essere utile aumentare l’apporto di omega 3, curare l’idratazione e distribuire meglio i pasti nella giornata.

Gli omega 3 possono essere utili

Gli omega 3 sono interessanti nel contesto della PCOS perché possono sostenere il profilo metabolico e aiutare a modulare il terreno infiammatorio. Puoi assumerli attraverso piccoli pesci grassi, semi e alcuni oli vegetali.

Lavorare sulla gestione dello stress

Se noti che il tuo intestino peggiora nei periodi intensi, non è una coincidenza. Respirazione lenta, yoga, passeggiate, meditazione, sonno più regolare e momenti di recupero reale possono avere un effetto concreto sia sulla digestione sia sulla PCOS.

Muoversi con regolarità

L’attività fisica moderata aiuta il metabolismo, lo stress e anche la digestione. Non serve fare allenamenti estremi. Spesso bastano costanza e un’attività sostenibile nel tempo.

Se vuoi approfondire, puoi leggere anche Quale sport praticare quando si ha la PCOS?.

In sintesi

Se hai la PCOS e soffri anche di gonfiore, alvo irregolare o fastidi digestivi, non stai immaginando tutto e non sei sola. Esiste probabilmente un intreccio tra ormoni, infiammazione, microbiota, glicemia e stress, anche se il legame preciso con la sindrome dell’intestino irritabile non è ancora completamente chiarito.

La buona notizia è che si può lavorare su molte leve concrete: alimentazione più stabile, gestione dello stress, attività fisica regolare, osservazione delle tolleranze individuali e supporto professionale quando necessario.

Se i sintomi sono persistenti o ti limitano nella vita quotidiana, il passo migliore resta confrontarti con un medico o un gastroenterologo, oltre che con un professionista formato sulla PCOS.

Glossario
  • SII : sindrome dell’intestino irritabile, un disturbo dell’interazione intestino cervello che causa dolore addominale e alterazioni dell’alvo.
  • Microbiota intestinale : insieme dei microrganismi che vivono nell’intestino e partecipano a digestione, immunità e metabolismo.
  • Disbiosi : squilibrio del microbiota intestinale.
  • Infiammazione di basso grado : stato infiammatorio lieve ma persistente che può influenzare metabolismo e benessere generale.
  • Resistenza all’insulina : condizione in cui le cellule rispondono meno bene all’insulina, costringendo il corpo a produrne di più.
  • Alvo : ritmo e modalità delle evacuazioni intestinali.
  • Criteri di Roma IV : criteri clinici usati dai medici per diagnosticare la sindrome dell’intestino irritabile.
  • FODMAP : carboidrati fermentabili che in alcune persone possono aumentare gonfiore, dolore e alterazioni intestinali.
  • Motilità intestinale : movimento dell’intestino che fa avanzare il contenuto digestivo.
  • Omega 3 : grassi essenziali utili per il profilo metabolico e per modulare il terreno infiammatorio.

Riferimenti scientifici

(1) World Health Organization (WHO). Polycystic ovary syndrome. Fact sheet, 2023. Disponibile su: https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/polycystic-ovary-syndrome

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(5) National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK). Definition & Facts for Irritable Bowel Syndrome. Disponibile su: https://www.niddk.nih.gov/health-information/digestive-diseases/irritable-bowel-syndrome/definition-facts

(6) National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK). Diagnosis of Irritable Bowel Syndrome. Disponibile su: https://www.niddk.nih.gov/health-information/digestive-diseases/irritable-bowel-syndrome/diagnosis

(7) Rome Foundation. Rome IV Criteria. Disponibile su: https://theromefoundation.org/rome-iv/rome-iv-criteria/

(8) NICE. Irritable bowel syndrome in adults: diagnosis and management. Clinical guideline CG61. Last reviewed 2025. Disponibile su: https://www.nice.org.uk/guidance/cg61

(9) Wei Z, Chen Z, Xiao W, Wu G. A systematic review and meta-analysis of the correlation between polycystic ovary syndrome and irritable bowel syndrome. Gynecological Endocrinology. 2023. doi:10.1080/09513590.2023.2239933

(10) Bazarganipour F, Taghavi SA, Asemi Z, et al. The impact of irritable bowel syndrome on health-related quality of life in women with polycystic ovary syndrome. Health and Quality of Life Outcomes. 2020;18:226. doi:10.1186/s12955-020-01428-7

Jade Dulieu

Jade è una dietista nutrizionista diplomata, ma anche una endogirl impegnata. È specializzata nella gestione nutrizionale e micronutrizionale dell'endometriosi, della sindrome dell'ovaio policistico, dell'infertilità e della sindrome dell'intestino irritabile.

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