PCOS ed endometriosi: come gestirle insieme?

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Riassunto

PCOS ed endometriosi sono due patologie croniche distinte, ma possono coesistere nella stessa donna. Secondo la ricerca recente, condividono un'origine comune legata allo sviluppo ormonale in utero. In questo articolo spieghiamo come si diagnostica l'endometriosi in Italia, quali sono i percorsi raccomandati e quali strategie quotidiane (alimentari, fisiche e di gestione del dolore) possono migliorare concretamente la qualità di vita.

Indice

  1. 01. PCOS ed endometriosi: due patologie distinte
  2. 02. Un'origine comune: il ruolo degli ormoni in utero
  3. 03. Come si diagnostica l'endometriosi in Italia
  4. 04. Strategie per gestire i sintomi comuni

A prima vista, la PCOS e l'endometriosi sembrano essere due patologie molto diverse, sia per i sintomi che per il profilo ormonale che le caratterizza. Eppure, se stai leggendo questo articolo è forse perché hai ricevuto entrambe le diagnosi — o temi di averle entrambe.

Non sei sola: secondo uno studio del 2023, le donne con dolore pelvico cronico da oltre un anno hanno una probabilità significativamente più alta di ricevere entrambe le diagnosi.[1] Capire cosa le lega, e come affrontarle insieme, è il primo passo per prenderti cura di te in modo efficace.

PCOS ed endometriosi: due patologie distinte

L'endometriosi

L'endometriosi è una malattia ginecologica cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età fertile, pari a oltre 3 milioni di italiane.[2] Si caratterizza per la presenza di tessuto simile all'endometrio (la mucosa che riveste l'utero) al di fuori della cavità uterina — sulle ovaie, sul peritoneo, sulle tube, e talvolta su organi come la vescica o l'intestino.

I sintomi più frequenti includono:

  • Dismenorrea intensa (mestruazioni molto dolorose), spesso invalidante e non controllabile con antidolorifici comuni;
  • Dolore pelvico cronico, avvertito da circa il 40% delle donne affette anche al di fuori delle mestruazioni;
  • Dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), disuria (dolore alla minzione), disturbi intestinali;
  • In alcuni casi, difficoltà nel concepimento.

L'endometriosi è una malattia estrogeno-dipendente e infiammatoria: gli estrogeni ne favoriscono la progressione, mentre l'infiammazione cronica ne amplifica i sintomi.

La PCOS (Sindrome dell'Ovaio Policistico)

La PCOS è il disturbo endocrino più comune nelle donne in età riproduttiva, con una prevalenza stimata tra il 5% e il 15% a seconda dei criteri diagnostici utilizzati.[3] Si caratterizza per:

  • Iperandrogenismo (eccesso di androgeni, i cosiddetti "ormoni maschili"), che causa acne, irsutismo e alopecia androgenetica;
  • Insulino-resistenza, spesso associata a stanchezza cronica e difficoltà di peso;
  • Cicli mestruali irregolari o assenti, ovaie dall'aspetto multifollicolare all'ecografia;
  • Alterazioni dell'ovulazione che possono rendere più difficile il concepimento.

📖 Per approfondire: PCOS: cos'è, sintomi, cause e guida alla gestione — la nostra guida completa per capire la sindrome dall'ovaio policistico.

In sintesi: l'endometriosi è più sensibile agli estrogeni, la PCOS agli androgeni. Profili ormonali quasi opposti — eppure queste due condizioni possono coesistere.

Un'origine comune: il ruolo degli ormoni in utero

Come è possibile che due patologie con profili ormonali così diversi condividano un'origine comune? La ricerca degli ultimi anni offre alcune risposte interessanti.

Secondo diversi studi, sia l'endometriosi che la PCOS potrebbero essere la conseguenza di un'alterazione ormonale avvenuta in utero, durante lo sviluppo fetale. In particolare:

  • Un'esposizione a bassi livelli di testosterone durante la gravidanza della madre predisporrebbe le figlie a sviluppare l'endometriosi al momento della pubertà;
  • Al contrario, un'esposizione a alti livelli di testosterone in utero sarebbe associata allo sviluppo della PCOS.[4]

Queste variazioni ormonali prenatali modificherebbero la maturazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (HPG) — il sistema che regola il ciclo mestruale attraverso la comunicazione continua tra il cervello e le ovaie. Un'alterazione di questo asse nelle prime fasi dello sviluppo potrebbe quindi predisporre le donne a sviluppare l'una o l'altra patologia, o entrambe, al momento delle prime fluttuazioni ormonali significative come la pubertà.[4]

Oltre all'origine ormonale prenatale, entrambe le patologie hanno cause multifattoriali: genetiche, epigenetiche, immunitarie e ambientali. L'esposizione a interferenti endocrini (sostanze chimiche come alcuni pesticidi, plastificanti o ritardanti di fiamma) è oggi riconosciuta come un fattore di rischio rilevante per entrambe le condizioni.[5]

📖 Per approfondire: Gli ormoni e il loro ruolo nella PCOS — come estrogeni, androgeni e insulina interagiscono nella sindrome.
Lo sapevi? Secondo uno studio del 2023 pubblicato su Human Reproduction, le donne con dolore pelvico cronico da più di un anno hanno una probabilità significativamente maggiore di ricevere entrambe le diagnosi. Tra le donne a cui era stata recentemente diagnosticata l'endometriosi, 1 su 20 risultava affetta anche da PCOS.[1]
Donna in uno studio medico

Come si diagnostica l'endometriosi in Italia

In Italia, il percorso diagnostico per l'endometriosi è ancora lungo: si stima che trascorrano in media 7-10 anni dalla comparsa dei primi sintomi alla diagnosi definitiva.[2] Questa situazione, comune a molti paesi europei, è in parte dovuta alla normalizzazione del dolore mestruale e alla scarsa diffusione di percorsi diagnostici dedicati.

Le Linee Guida del Ministero della Salute italiano (aggiornate nel 2023) e le raccomandazioni della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) indicano i seguenti step diagnostici:

1. Il colloquio clinico

Il medico raccoglie una storia dettagliata dei sintomi: tipo, intensità, frequenza e durata del dolore; presenza di dispareunia, disturbi urinari o intestinali. Questo primo colloquio è fondamentale per orientare gli esami successivi e non dovrebbe mai essere sottovalutato.

2. La visita ginecologica

La visita clinica permette di rilevare eventuali segni di endometriosi profonda (dolorabilità al tatto, noduli, limitazioni di mobilità degli organi pelvici) e di indirizzare verso gli esami strumentali appropriati.

📖 Per approfondire: PCOS: a chi rivolgersi e perché? — una guida pratica per orientarsi tra i professionisti della salute femminile.

3. L'ecografia pelvica transvaginale

È l'esame di primo livello raccomandato per la diagnosi dell'endometriosi. Permette di visualizzare l'utero, le ovaie e di identificare endometriomi (cisti ovariche tipiche dell'endometriosi), nonché alcune forme di endometriosi profonda. Per essere affidabile, deve essere eseguita da un professionista formato specificamente nella ricerca delle lesioni endometriosiche.

Se soffri di vaginismo, informane il medico prima dell'esame: la procedura può essere adattata in base alle tue esigenze.


4. La Risonanza Magnetica (RM) pelvica

Esame di secondo livello, indicato quando l'ecografia non è conclusiva o quando si sospetta un'endometriosi profonda infiltrante. Permette di valutare l'estensione delle lesioni in 2D e 3D e di pianificare un eventuale trattamento chirurgico. Non rileva le lesioni superficiali (endometriosi peritoneale), il che non esclude la diagnosi.

Importante: l'assenza di lesioni visibili agli esami strumentali non significa che non vi sia endometriosi. Le lesioni superficiali non sono visibili all'ecografia né alla RM. Se il dolore è presente e invalidante, è importante continuare il percorso diagnostico con uno specialista.

5. Il test salivare (in fase di valutazione)

L'azienda francese Ziwig ha sviluppato Endotest, un test salivare non invasivo capace di identificare 109 microRNA biomarcatori specifici dell'endometriosi. Attualmente in fase di valutazione regolatoria in Europa, questo test potrebbe in futuro rappresentare una terza opzione diagnostica nei casi di diagnosi difficile, riducendo il ricorso alla laparoscopia.[6] Non è ancora disponibile nella pratica clinica ordinaria in Italia.

Dove rivolgersi in Italia

Il Ministero della Salute ha istituito una rete di Centri di Riferimento per l'Endometriosi distribuiti sul territorio nazionale. È fortemente consigliato rivolgersi a questi centri specializzati per ottenere una diagnosi accurata e un piano di cura personalizzato.

➡️ Puoi trovare l'elenco aggiornato dei centri sul sito del Ministero della Salute o contattare associazioni come A.P.E. – Associazione Progetto Endometriosi o Endometriosi.it.

📖 Per approfondire: Diagnosi PCOS: guida completa ai criteri, esami e percorso SSN — se sospetti anche una PCOS, scopri come ottenere una diagnosi attraverso il Servizio Sanitario Nazionale.Donna sdraiata rannicchiata su se stessa

Strategie per gestire i sintomi comuni

Sebbene PCOS ed endometriosi abbiano profili ormonali quasi opposti, condividono alcune manifestazioni importanti: infiammazione cronica, dolore pelvico, stanchezza e un impatto significativo sulla salute mentale. Ecco le strategie che la letteratura scientifica attuale considera utili per entrambe.

1. Alimentazione anti-infiammatoria

Una dieta a basso potere infiammatorio è considerata benefica sia per la PCOS che per l'endometriosi.[7] I principi fondamentali:

  • Favorire gli alimenti ricchi di omega-3: pesce azzurro (sgombro, sardine, alici), salmone selvatico, noci, semi di lino, olio di lino e di colza. Gli omega-3 hanno documentate proprietà anti-infiammatorie e contribuiscono alla sensibilità insulinica.[8]
  • Privilegiare frutta, verdura e cereali integrali: ricchi di fibre, antiossidanti e polifenoli che modulano l'infiammazione.
  • Limitare gli alimenti pro-infiammatori: zuccheri raffinati, farine bianche, prodotti ultra-trasformati, carni rosse lavorate, alcol.
  • Valutare la riduzione di glutine e latticini: uno studio del 2021 ha mostrato che la riduzione o l'eliminazione di glutine, latticini e/o FODMAP può ridurre significativamente il dolore pelvico e i disturbi digestivi nelle donne con endometriosi.[7] Questa scelta va valutata individualmente con un dietista o medico.
📖 Per approfondire: Alimentazione e PCOS: le 8 regole d'oro — i principi fondamentali di una dieta adatta alla sindrome dell'ovaio policistico, utili anche in caso di endometriosi associata.
Alcol e endometriosi: il consumo di alcol può aumentare i livelli di estrogeni circolanti e lo stress ossidativo, aggravando l'infiammazione. Ridurne il consumo rappresenta una delle modifiche con il miglior rapporto beneficio/impegno.[9]

📖 Per approfondire: PCOS, IBS e disturbi digestivi: come ridurli? — strategie pratiche per gestire gonfiore, stitichezza e diarrea associati ai disturbi ormonali.

2. Attività fisica regolare

L'esercizio fisico regolare ha dimostrato un effetto anti-infiammatorio documentato: aumenta la produzione di citochine protettive, riduce i livelli di estrogeni circolanti e migliora la sensibilità insulinica.[10]

In particolare, la pratica dello yoga sembra avere effetti specifici nella gestione del dolore pelvico: stimola la produzione di GABA (un neurotrasmettitore inibitore del dolore), attiva il nervo vago (con effetti positivi su digestione, respiro e risposta allo stress) e riduce l'ansia correlata al dolore cronico.[11]

L'attività aerobica moderata (camminata veloce, nuoto, ciclismo) è generalmente ben tollerata anche nelle fasi dolorose. Nei periodi di acuzie, lo yoga dolce o lo stretching pelvico possono essere più appropriati.

3. Gestione dello stress e salute mentale

Le donne con endometriosi e/o PCOS presentano tassi più elevati di ansia, depressione e stress cronico rispetto alla popolazione generale.[12, 13] Il dolore cronico e l'incertezza diagnostica contribuiscono significativamente a questo carico psicologico.

Alcune pratiche evidence-based per la gestione quotidiana dello stress:

  • Coerenza cardiaca: tecnica di respirazione che attiva il sistema nervoso parasimpatico, riducendo il cortisolo e migliorando la variabilità della frequenza cardiaca;
  • Meditazione mindfulness: diversi studi hanno mostrato benefici sulla percezione del dolore cronico e sulla qualità della vita nelle donne con endometriosi;[14]
  • Supporto psicologico: la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è raccomandata come approccio complementare nella gestione del dolore cronico pelvico.

📖 Per approfondire: Gestire lo stress legato alla PCOS: guida completa — tecniche naturali e approcci pratici per ridurre l'impatto dello stress sui sintomi ormonali.

4. Micronutrizione: magnesio e omega-3

Due integratori sono particolarmente studiati nel contesto della PCOS e dell'endometriosi:

  • Magnesio: carenze di magnesio sono frequenti nelle donne con dismenorrea e PCOS. Il magnesio ha un ruolo nel rilassamento muscolare, nella modulazione della risposta al dolore e nella riduzione della stanchezza.[15] Prima di integrare, è consigliabile valutare il livello sierico con il proprio medico.
  • Omega-3 (EPA/DHA): documentate proprietà anti-infiammatorie, utili sia per l'endometriosi che per la sensibilità insulinica nella PCOS.[8] Il dosaggio ottimale va concordato con un professionista della salute.
Qualsiasi integrazione dovrebbe essere discussa con il proprio medico o un nutrizionista, specialmente in presenza di patologie croniche o terapie farmacologiche in corso.
📖 Per approfondire: Stanchezza e PCOS: come superare la fatica — strategie nutrizionali e comportamentali per combattere la stanchezza cronica associata ai disturbi ormonali.

5. Tecniche manuali e fisioterapia pelvica

  • Fisioterapia del pavimento pelvico: fortemente raccomandata dalle linee guida europee (ESHRE 2022) per la gestione del dolore pelvico cronico. Riduce la tensione muscolare, migliora i disturbi urinari e intestinali, e tratta il vaginismo associato all'endometriosi.
  • Osteopatia: può essere utile come approccio complementare per ridurre le tensioni fasciali e migliorare la circolazione pelvica.
  • TENS (Stimolazione Elettrica Transcutanea dei Nervi): dispositivi indossabili sempre più discreti che riducono il dolore pelvico e mestruale attraverso elettrodi posizionati sull'addome inferiore. Alcuni modelli sono disponibili in farmacia senza prescrizione.

6. Fitoterapia: alcune piante utili

Alcune piante sono tradizionalmente utilizzate per alleviare i sintomi mestruali e sono oggetto di ricerca scientifica crescente:

  • Achillea millefoglie (Achillea millefolium): antispasmodica, antinfiammatoria, utile nella dismenorrea e nella regolazione del ciclo. In infusione: 1-2 cucchiaini per tazza, 3 volte al giorno dall'ovulazione fino alle mestruazioni.
  • Foglie di lampone (Rubus idaeus): antinfiammatorie, antispastiche, utilizzate tradizionalmente per la dismenorrea e i disturbi digestivi. In infusione: 1 cucchiaio per tazza, durante le mestruazioni o per tutto il ciclo.
  • Camomilla romana (Chamaemelum nobile): antinfiammatoria, antispasmodica, sedativa. Utile per gonfiore, dolori mestruali e stress. In infusione: 5-10 capolini per tazza.
Consultare sempre un medico o un erborista qualificato prima di utilizzare piante medicinali, specialmente in caso di gravidanza, allattamento, terapie farmacologiche in corso o patologie croniche.


Glossario
  • Endometriosi : Malattia cronica in cui tessuto simile all'endometrio si sviluppa al di fuori dell'utero, causando infiammazione e dolore.
  • PCOS (Sindrome dell'Ovaio Policistico) : Disturbo endocrino caratterizzato da eccesso di androgeni, cicli irregolari e/o aspetto multifollicolare delle ovaie all'ecografia.
  • Asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (HPG) : Sistema di comunicazione ormonale tra il cervello (ipotalamo e ipofisi) e le ovaie, che regola il ciclo mestruale e la fertilità.
  • Estrogeni : Ormoni sessuali femminili prodotti principalmente dalle ovaie. Livelli elevati favoriscono la progressione dell'endometriosi.
  • Androgeni : Ormoni comunemente detti "maschili" (come il testosterone), presenti anche nelle donne. In eccesso, causano i sintomi tipici della PCOS.
  • Dismenorrea : Mestruazioni dolorose. Nella dismenorrea primaria il dolore non ha causa organica identificabile; nella secondaria (come nell'endometriosi) è causato da una patologia.
  • Dispareunia : Dolore durante o dopo i rapporti sessuali, frequente nelle donne con endometriosi.
  • Iperandrogenismo : Produzione eccessiva di androgeni nelle donne. Causa acne, irsutismo (peluria in eccesso) e alopecia androgenetica.
  • Interferenti endocrini : Sostanze chimiche presenti nell'ambiente (pesticidi, plastificanti, ecc.) capaci di alterare il sistema ormonale. Associati a un aumento del rischio di PCOS ed endometriosi.

Riferimenti scientifici

  1. Becker CM et al. (2023). «Revised ESHRE guideline: endometriosis». Human Reproduction Open, 2022(2). DOI: 10.1093/hropen/hoac009
  2. Ministero della Salute italiano – Linee guida sull'endometriosi (2023). www.salute.gov.it
  3. Teede HJ et al. (2023). «Recommended weight management practices in polycystic ovary syndrome». Human Reproduction, 38(7):1423–1442. DOI: 10.1093/humrep/dead098
  4. Risal S et al. (2019). «Prenatal androgen exposure and transgenerational susceptibility to polycystic ovary syndrome». Nature Medicine, 25:1894–1904. DOI: 10.1038/s41591-019-0666-1
  5. Cano-Sancho G et al. (2019). «Endocrine disrupting chemicals and endometriosis». Frontiers in EndocrinologyDOI: 10.3389/fendo.2019.00429
  6. Bendifallah S et al. (2022). «Salivary microRNA as a diagnostic tool for endometriosis». BJOGDOI: 10.1111/1471-0528.17223
  7. Moore JS et al. (2021). «Endometriosis in patients with irritable bowel syndrome». BJOG, 128(5):842–852.
  8. Darling AM et al. (2013). «A dietary assessment of omega-3 fatty acid intake and endometriosis risk». Reproductive BioMedicine Online.
  9. Parazzini F et al. (2013). «Diet and endometriosis risk». Human Reproduction Update.
  10. Awad E et al. (2017). «Physical activity and inflammation in endometriosis». Journal of Clinical Medicine.
  11. Rakhshaee Z (2011). «Effect of yoga on clinical symptoms in PCOS patients». International Journal of Preventive Medicine.
  12. Laganà AS et al. (2017). «Anxiety and depression in women with endometriosis: review». Journal of Obstetrics and Gynaecology.
  13. Berni TR et al. (2018). «High rates of depression and anxiety in women with PCOS». Human Reproduction.
  14. Jia SZ et al. (2013). «Mindfulness-based intervention for endometriosis». Journal of Psychosomatic Obstetrics and Gynaecology.
  15. Parazzini F et al. (2017). «Magnesium in the treatment of dysmenorrhea». Gynecological Endocrinology.

Audrey è una naturopata specializzata in disturbi ormonali e femminili (PCOS, endometriosi).

Potrà anche assistervi nella sospensione della pillola e nella cura dell'acne.

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